LE CHIESE SCOMPARSE


CHIESA DEGLI AGONIZZANTI

Questa chiesa esisteva ancor prima del terremoto ed era dedicata a Maria SS. Non si conosce l'epoca della sua fondazione. In essa era eretta una Congregazione della quale facevano esclusivamente parte Sacerdoti, gentiluomini, arbitrianti, artisti e persone facoltose con obbligo di riunirsi in ogni venerdì della settimana. Soppressa nei primi decenni del 1800 il fabbricato passò nelle mani dell'Amministrazione di Benefìcienza che ancora lo possiede. Trovasi ubicata a pochi passi dalla Chiesa di S. Maria Maddalena. Il suo ingresso si affaccia sull'attuale via Garibaldi.

CHIESA DI S. MARIA DEL CARMELO

Antichissima chiesa suffraganea della Matrice, sotto titolo di Maria SS. del Carmine. Un tempo era retta da una comunità Carmelitana che fu costretta a lasciare il paese per insufficienza di rendite. Distrutta dal terremoto del 1693 e riedificata con poveri mezzi, restò aperta al culto fino all'anno 1780. Nel 1786 i locali furono ristrutturati ed utilizzati come magazzino per l'ammasso del grano del pubblico panizzo. I lavori compiuti dall'impresa Saverio d'Alessandro di Giarratana costarono al Comune una spesa di onze 230, tarì 16 e grani 15. L'edificio, ancora in piedi, fa parte del patrimonio della Chiesa Madre che da essa dista solo pochi passi. Così pure l'edifìcio già occupato dagli ex frati carmelitani, posto di fronte alla stessa Matrice.
Nella Chiesa del Carmine esisteva la Cappellania di Andrea Mazzone istituita nel 1665.

CHIESA DI GESÙ' E MARIA

Si tratta di una chiesa che non esiste più. Già suffraganea della Chiesa Madre era situata al di là del vallone che divideva il paese. Per quanto soppressa in epoca abbastanza recente non si hanno di essa che scarse notizie. La sua demolizione fece posto ad alcune abitazioni che si affacciano sulla attuale Piazza Toselli. Si conosce che in essa esisteva una congregazione quale istituzione di carità riconosciuta dal Governo.
In questa chiesa nel 1757, per le note pretese di precedenza, si verifìcò una furibonda rissa fra confrati maddalenari ed antoniani. Già pericolante, fu restaurata per l'ultima volta nel 1860. Si sa che godeva di cospicue cappellanie, capaci di assicurare l'esercizio del culto divino. La più vistosa era quella istituita da tale Paolo Catalano nel 1701. Tra gli atti della Chiesa Madre troviamo che questa godeva del diritto di possesso di un solo albero di ulivo in un fondo rustico di Corrado Aldaresi.

CHIESA DI MARIA SS. DI MONTESERRATO

L'origine di questa Chiesa è oscura. Pare fosse stata costruita per accogliere alcuni Sacerdoti della Compagnia di Gesù che poi non vennero. Se l'ipotesi risultasse veritiera, l'edificazione del tempio risalirebbe alla fine del 1500 e cioè qualche anno dopo la fondazione della Compagnia. La Chiesa era ubicata sulle pendici del Colle Tereo, nell'estremo punto occidentale della parte più alta del paese. Vi si accedeva dalla omonima strada (Via Monserrato) e dalla via Durato (oggi via Conte di Torino). Dotata di esigue rendite era governata da un Cappellano che celebrava le messe per i fondatori di alcuni benefici. Chiusa per restauri nel 1847 fu riaperta al culto dopo dieci anni e quindi soppressa alla fine del secolo scorso. Le sue rovine erano ancora visibili fino a qualche tempo fa. Fra gli altri benefìci erano notevoli quelli istituiti da Marta Mallo nel 1682 e quelli di Vincenzo Mallo e Giuseppe Mazzone risalenti rispettivamente al 1720 e al 1795.

LA CHIESA DI S. MARIA DI ORETO

Questa Chiesa non esiste più. La sua erezione risaliva ad antichissima data. L'effettiva ubicazione risultava ancora in una planimetria del centro abitato nel 1921. La denominazione della Chiesa ha subito, nel tempo, evidenti trasformazioni. In un verbale del 1633 che segna la visita pastorale compiuta a Buccheri da Mons. Fabrizio Antinoro, essa è indicata col nome di S. Maria del Rito. Per degenerazione dialettale si chiamò comunemente "U Ritu" poi italianizzata in "ORETO" e, quindi "Loreto" così come oggigiorno è chiamata la piazzetta sulla quale si affacciava l'antica chiesetta. L'officiatura delle sacre funzioni si reggeva sulle rendite di parecchie cappellanie costituite nel tempo da munifici fondatori. Le cappellanie più remunerative erano quelle istituite dal Sacerdote Girolamo Trigili e da Lucia Burgio nel 1682.

CHIESA DI S. ROCCO

La Chiesa di S. Rocco, lunga 19, larga 8 metri era ubicata lungo l'omonima strada e copriva tutto lo spazio compreso tra la vecchia via Monastero (via Marconi) e via Esposta (via Torino). I censi che godeva su alcuni terreni di "Costa lo Piro-Costa Grotta, Ciappazza, Scala e Mulitta" passati di mano in mano a diversi livellari, ridussero le rendite e la Chiesa si trovò in gravi difficoltà, tali da non poter mantenere un cappellano per l'officiatura del culto. Divenne così suffraganea della Chiesa Madre al tempo del Parroco don Francesco Maria Aldaresi che l'affidò ad uno dei suoi tre cappellani. Sia pure per brevissimo tempo beneficiò del privilegio di Coadiutrice della Matrice nel 1702, quando la Chiesa di S. Maria Maddalena ne fu privata per ordine del Vescovo Mons. Asdrubale Termini. Fu soppressa nei primi anni del secolo corrente senza lasciare traccia delle sue antiche origini. La sua demolizione ha fatto posto ad alcune abitazioni civili. Fra le altre cappellanie esisteva quella di Palma Borrello col frutto di onze 40 ed un beneficio fondato da persona innominata con onze 7.

CHIESA DI S. SOFIA

Era certamente una piccola Chiesa privata della quale si sconoscono le origini, la data della fondazione e la stessa ubicazione. Eppure S. Sofìa era anticamente uno dei quartieri nei quali si divideva il centro abitato (a.c. atti 1785). Negli atti della Chiesa Madre si legge che nel 1852 la Chiesa di S. Sofìa si trovava "in istato deplorabilissimo".

CHIESA DELLO "SPEDALE"

Di imprecisata antichissima origine si demolì dopo il terremoto del 1693. Il suo altare, già dedicato a Maria SS. dei sette dolori, fu ereditato dalla Chiesa del Carmine. Questa Chiesa era annessa all'Ospedale di Buccheri, ad essa coetaneo. L'ospedale non esiste più. Il terremoto rovinò alcune case che rendevano circa 100 onze annuali ed il rimanente capitale ridusse la rendita a circa 30 onze. Nel 1700 si ricostruì ma l'istituzione andò via via decadendo e nel 1830 cadde sotto l'Amministrazione della Commissione di Benefìcienza ed infine passò all'Ente Comunale di Assistenza. Nella Chiesa dello Spedale si inumarono numerosi cadaveri.

CHIESA DELLO SPIRITO SANTO E S. SEBASTIANO

La Chiesa dello Spirito Santo, di antichissima origine, fu eretta con l'impiego di fondi allestiti da privati fedeli. In essa fu fondato un beneficio con l'idea di compiere opere di bene. Già diruta e soppressa verso la metà del 1500, il Vescovo Gilberto de Isfar e Corillos, con privilegio del 28 aprile 1578 assegnò le sue rendite provenienti da salme 13, tumoli 9 e moggi 1 di terreno al Capitolo della Cattedrale di Siracusa. Sul luogo che fu già dello Spirito Santo si elevò, dopo il terremoto del 1693, la nuova Chiesa di S. Maria Maddalena.

 

 

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