SOMMARIO

BUCCHERI: L'ORIGINE


Risalire la corrente, andare a ritroso nei tempi, brancolare nel buio sono sempre imprese temerarie e difficili, ma quando la volontà e l'amore rappresentano le guide più sicure e premurose, cercare l'origine etimologica e storica del proprio paese natio non è più sofferenza; è semplicemente gaudio.
L'erta non è più ripida e sassosa, è un lieve pendio lieve pendio erboso alla cui sommità si prova la gioia di chi rivede la luce del sole dopo il lungo buio della valle, la legittima soddisfazione di chi in tanta oscurità nella storia di Buccheri arriva a trovare un pò di luce.
Questa sconoscenza del suo passato storico è resa ancora più tenebrosa dal terremoto del 1693. La sera dell'11 gennaio la terra tremò paurosamente per tutta la Sicilia orientale, seminando il terrore e mietendo 59.963 vite umane nella sola diocesi di Siracusa, radendo al suolo quasi la totalità dell'abitato, facendo conseguentemente perdere documenti e vestigia che avrebbero potuto facilitare la ricerca storica di Buccheri.
Solo due scrittori, il Fazello e V.O. Guarrella, si sono interessati a questo piccolo centro montano della provincia di Siracusa, per cui la ricerca rappresenta la ricostruzione
di un mosaico di discrete dimensioni mancante di moltissime tessere.
Il primo, nel suo "De rebus Siculis,, 1540 pag. 227, dice di un castello ("Buker saracenicum oppidum, Bucherium hodie dietum in colle parum haeret,,) chiamato Buker dagli arabi, dal nome del condottiero saraceno, e detto poi Bucherium, ma non cita la fonte da cui abbia attinto tali dati, nè se il paese fu o no da essi costruito.
Il secondo, nella sua "Monografia di Buccheri,, 1908 scredita tale origine e non a torto. E' da tener presente che la dominazione islamica in Sicilia dall'821 circa al 1085
e che ugual nome portasse anche un casale nel 1186 nei pressi di Monreale.
Il Massa, nella "Sicilia in prospettiva,,, lo cita come terra non più esistente in Sicilia
è di aver avuto tal nome da Buker, re dei saraceni. Niente di strano, quindi, se si pensa che il Fazello abbia confuso questo paese con quella terra.
Tutti gli altri storici che si sono interessati si sono rifatti alla leggenda del re saraceno.
Sempre il Guarrella scredita tale leggenda facendo rilevare che sulla storia dei martiri Alfio, Cirino e Filadelfo scritta nel III secolo dell'era volgare in idioma greco (siamo in una data molto anteriore all'avvento degli arabi in Sicilia)
si fa cenno di Buccheri col nome di Buccherea, e mette invece in evidenza la sua origine sicula.
Quando i fenici, particolarmente amanti del mare e del commercio, occuparono la Sicilia orientale, tennero per loro le città marittime e cacciarono i siculi verso l'interno. Costoro, dediti com'erano alla pastorizia, non poterono trovare residenze migliori che nei monti:
Ibla Haerea (Ragusa), Ceretano (Giarratana), Erbesso (Buscemi), Eubea (Licodia).
La posizione di Buccheri era la meglio rispondente ai costumi dei siculi, usi com'erano ad annidarsi sulle alture e a venerare i boschi. Sul Monte Lauro era una grande pineta detta Binit (Vizzini) che, come dice l'Amari, conservò questo nome latino anche sotto la dominazione araba (Storia dei musulmani in Sicilia).
Essendo costume degli antichi dare ai luoghi un nome ideografico, i siculi avrebbero chiamato il sito dove sorse Buccheri "Bos Heraei,, (Bue degli erei), cioè "Bue dei monti lblei o Erei, dei quali il monte Lauro ha la vetta più alta.
A mio giudizio non sono però da trascurare altri particolari.
Molti nomi dei luoghi che circondano l'abitato hanno la loro derivazione dal greco:
Monte Lauro fu ritenuto largamente la dimora di Dafne (Dafne in greco significa, appunto, Lauro); Ierabou (oggi "Terra di Bove) significa "Sacro Bue,; Monti "Erei,,, cioè sacri ad Era, divinità greca.
Agli inizi del secolo, nella contrada "Cavazzo, e attorno al castello sono state trovate delle monete antiche, di cui non poche greche, per cui Buccheri era già abitata nell'antichità e potrebbe derivare dal greco "Bou Eras,, (Bue di Era) o da "Bucheras,, (dalle corna di Bue).
Queste sono però delle mie supposizioni.
Resta però il fatto che è pressocchè certo non essere Buccheri di origine araba, come comunemente si è creduto in passato; può provare l'esistenza pre-araba anche la chiesa di San Nicola, un tempo sicuro luogo di culto dei primi cristiani, la quale oggi non ha che aspetto di ovile.
L'Amico, nel suo "Lexicon topographicum Siculum" parlando della pittura che vi era, la definì di greca mano, ma non lo ritengo esatto; rinvengo altrove essere bizantina ma questo è un discorso a parte.
Concludendo, possiamo essere certi della vetustà di Buccheri ed asserire di essere sicula la sua origine, da "Bos Heraei" secondo V. O. Guarrella, o timidamente dare un'origine greca, secondo me, da "Bou Eras" o da "Bucheras", e, per via delle alterazioni fonetiche attraverso i tempi, fu detto "Buccherea", "Bucchereum", "Bucherium" ed infine BUCCHERI.

NELLO BENINTENDE

 

 

© Buccheri Antica