SOMMARIO

La pagina della poesia


"CANICOLA"
Quest'afa opprimente mi mozza il respiro,
m'oscura la vista, l'udito, la mente;
con strenue forze io ergo mio tronco,
dilacco le gambe, il corpo vacilla.
Un tedioso prurito disturba il mio tergo,
con mossa fulminea la schiena mi gratto;
e, quando credea di ghermire l'insetto,
 vien fuori la mano untuosa e sudata.
F. SANTINI


"LA SOCIETÀ"
Che cosa schifosa, che lurido fango,
informe caterva che vive di niente.
Si nutre di odio, d'invidia, d'inganno;
rifugge la luce, l'amore, la vita.
È topo da fogna
amante nel buio,
che ha brama di lezzo
e si nutre di feccia.
F. SANTINI


IL CUORE
Nel verde ineguale del fondo marino,
nell'azzurro compatto del ciel di montagna,
nel corso allegro del ruscelletto a valle,
nelle bianche pareti della mia vecchia casa,
nel buio cieco della luce spenta d'improvviso,
nella silenziosa neve che stanca e bella s'adagia sui tetti,
nell'ombra d'uno stabile nello sferzante agosto,
nell'arcobaleno ti vede.
T. CANNATA


SCIVOLA
Scivola la nave sull'acqua verde
batte lieve l'onda sul duro fianco e poi si cheta
bianca schiuma azzurra lasciando allo sguardo l'immensa calma.
Scivola lo sguardo ancora lontano
sui porporosi riflessi del disco
già fuente verso altre piagge bianche,
ciò donando loro che prima a noi portò.
Scivola verso filinose nubi dipinte rosee sul fondo turchino
seguendo veloci il triste cammino del mio pensiero,
l'amaro sospiro di un'anima fremente,
desio lieta di un'ora che solo resta ricordo.
S. ASSENZA
 

 

 

© Buccheri Antica