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Può sembrare
ozioso parlare di una malattia che ha recentemente colpito
milioni di Italiani e più specificatamente centinaia di persone
nella nostra stessa Buccheri; ci conforta l'idea che l'influenza
ha avuto una generalizzazione tale e provocato varie molestie a
quasi tutti, che ognuno non mancherà di sentirsi interessato a
tale processo patologico troppo spesso misconosciuto o, peggio,
sottovalutato. Cos'è dunque, l'influenza ? Come si propaga? Come
si manifesta? Come decorre ? come ci si può difendere ?.
L'influenza o grippe è una malattia febbrile, che si accompagna
a malessere generale, dolori diffusi ai muscoli ed alle
articolazioni, mal di capo intenso, ed impegno per lo più delle
alle vie respiratorie, con tosse, raucedine, mal di gola,
bruciore retrosternale. Tutto ciò dura da tre a cinque giorni,
l'ammalato poi sfebbra, non ha molto appetito, si stanca
facilmente. Questo in sintesi il quadro paradigmatico
dell'influenza, che così tratteggiata rischia di apparire un
disturbo banale, così come del resto viene intesa un pò da
tutti, un'affezione fastidiosa che obbliga un paio di giorni a
letto, ma che, bene o male, potrebbe anche farsi, come si suol
dire, da alzati, con qualche compressa di aspirina ed un pò di
sopportazione. Ed ecco allora che conviene fare delle
precisazioni sia sulla esatta posizione patologica, sia sulle
varietà di decorso, prendendone in rassegna i vari sintomi.
Anzitutto, l'influenza non è da confondere con la comune
tracheo-bronchite, o faringo-tonsillite o raffreddore più o meno
complicato; è un'affezione da virus, dei quali si sono studiati
diversi tipi e varianti, ed ha la caratteristica di propagarsi
in forma massiccia con un genio epidemico per lo più
fortunatamente benigno (la cosiddetta asiatica, e l'attuale
epidemia denominata spaziale), purtroppo nel passato, a volte
maligno, (vedasi la spagnola cosiddetta perchè ebbe il primo
insorgere in Spagna, che fece più morti che non la prima Guerra
Europea del 15-18). Tali virus spesso non sono stabili, bensì
soggetti a mutazioni e con caratteristiche sempre nuove, per cui
non è possibile approntare vaccini sufficientemente protettivi
per immunizzare la popolazione, se non di volta in volta. Per
ciò che riguarda i vari sintomi possiamoli brevemente in
rassegna: la febbre, come si è detto, è per lo più alta fino ai
40C°, tende poi a decrescere fino a sparire in 4-5 giornate, ma
non è raro che una lieve febbricola perduri per qualche tempo.
Allora diventa espressione di una particolare localizzazione
nello organismo, per lo più a livello dell'apparato
respiratorio. Vi è da dire che l'affezione influenzale ha la
tendenza a virulentare altri tipi di germi, per cui ne possono
risultare forme mste, contro le quali la terapia antibiotica si
rivela efficace. La cefalea, cioè il mal di capo, in linea di
massima è sempre notevole, qualche volta può anche mancare, ma
non sono rari i casi nei quali il paziente appare letteralmente
aggredito e disorientato, specie all'inizio; in qualche caso può
coesistere vomito ripetuto (forme cosiddette intestinali
dell'influenza) ed anche epistassi. Il malessere è particolare,
risultante dalla febbre, ma soprattutto dai dolori diffusi a
tutto il corpo, che influiscono decisamente a modificare la
cenestesi del soggetto, che appare di cattivo umore, quando non
addirittura ansioso. Capita allora al medico di sentirsi dire
che l'affezione in atto non può stare per una semplice
influenza, che gli sta succedendo qualcosa di molto spiacevole e
preoccupante, che bisogna porvi subito rimedio! Il mal di gola è
localizzato
in sede anteriore, il bruciore retrosternale, cioè al petto, può
assumere intensità notevole e la tosse è fastidiosa e secca;
resistente ai comuni sciroppi balsamici e bechici, Quando
comunque il quadro sintomatologico comincia a sfumarsi e la
febbre in particolare accenna a cadere, si possono notare due
modalità di convalescenza. A volte il soggetto appare fortemente
stressato, incapace di recuperare e si adagia in un periodo di
stanchezza particolare, con affaticamento pronunciato per i
piccoli sforzi, quali i chinarsi, camminare, o peggio, salire le
scale; oppure recupera e tende ad inserirsi nella normale
attività: sovente a quest'ultimo capita di andare incontro a
delle complicazioni, la tosse viene trascinata per giorni e
giorni, a tratti riaffiora malessere con brividi di freddo e
febbricola, a volte si hanno delle vere ricadute febbrili.
Infine, nell'un caso o nell'altro, in una settimana o due, ci si
libera definitivamente dell'affezione influenzale.
Finora si è parlato del prototipo e delle varianti (ce ne
sarebbero ancora parecchie altre) della influenza come si
manifesta e svolge nella maggior parte delle persone sane e
giovani. Qualche considerazione a parte conviene fare sulla
fisionomia che assume nei più piccoli e in età pediatrica e
negli anziani e decisamente vecchi. Fino a due anni di età la
forma influenzale può assumere un'impronta decisamente
ipertossica e simulare forme laringee e di pseudocroup, a tipo
asfittico, Vi è ad ogni modo da dire che la influenza nel suo
complesso viene sopportata meglio; in effetti i bambini
guariscono quasi tutti in pochi giorni, anche se in assenza di
appetito alimentare. Negli anziani e nei vecchi, la affezione si
dimostra in tutta la sua pericolosità; le complicazioni
broncopolmonari, o miste da bronchite e da stasi, sono quasi la
regola, specie se non s' provvede ad una protezione antibiotica,
le recidive sono più frequenti, la stanchezza tende a perdurare.
Cosa si può fare per curare l'influenza? Anzitutto bisognerebbe
attuare la prevenzione quando insorgono i primi allarmi epidemici.
Come già si è accennato, bisognerebbe cercare di proteggere la
popolazione con inezioni di vaccino antinfluenzale. Per una
discreta immunizzazione occorre un intervallo di almeno 20
giorni, fra la somministrazione e lo eventuale contagio. E'
prudente altresì non frequentare collettività, locali affollati,
non stancarsi eccessivamente nutrirsi bene. Ad affezione già in
atto, ci si deve contentare di una cura sintomatica, non
disponendo la Medicina, di una cura specifica contro i virus in
genere. Antipiretici vari per combattere la febbre (ad esempio
Farmidone, Dolviran, Aspirina ecc. per es, o supposte), bechici
per la tosse, protezione antibiotica per proteggere dalle complicanze
respiratorie (facoltativa per i giovani, di prassi per 1 bambini
e gli anziani). Non appena appaiono complicazioni bronco o
broncopolmonari, terapia antibiotica per tutti, a base di
penicillina, derivati di questa (tipo Amplital, Amplicillina) o
tetraciclina (Ledermicina, Megaclor fin a tutta la gamma degli
antibiotici, dal cloramfenicolo alle cefalosporine (Ceporin),
nei casi persistenti e complicati. Sostegno antitossico ed
antianemico, corticosurrenalici, sia nelle fasi acute per
combattere l'adinamia e la mancanza di appetito, sia durante la
convalescenza. Nei casi rari ipertossici, specie nei bambini,
anche cortisonoidi. In convalescenza si può essere generosi con
le vitamine, specie la C.
Speciali problemi impongono gli ammalati già affetti da altre
malattie croniche, quali cardiopatie, diabete ecc., nonchè i
numerosi pazienti con impronta nevrotica. I cardiopatici debbono
essere seguiti con assiduità, spesso fra le altre misure
terapeuticht si può arrivare all'ossigenoterapia ed alla
protezione strofantinica. Così i broncopatici, che assommano
bronchite influenzale a progressa broncopatia asmatica o no,
enfisematosa o meno. I diabetici non debbono trascurare la
terapia antidiabetica, nel diabete di rilievo è obbligatorio il
ritorno all'insulina specie in presenza di complicazioni
respiratorie. Infine i neurolabili e nevrotici debbono essere
sostenuti anche con la
continua... presenza giornaliera del medico.
Come si nota, l'influenza, pur restando un'affezione
sostanzialmente benigna ed innocua per la maggior parte delle
persone, impone tutta una serie di misure cautelative, fondate
essenzialmente sul riposo adeguato, e poche norme terapeutiche
da non trascurare, perchè si possano evitare tutta una serie di
complicazioni spiacevoli e ricadute febbrili, Così operando, si
può bene affermare in chiave ottimistica, che di influenza,
decisamente... non si
muore.
DR. VITO SPANO'
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