SOMMARIO

Buccheri, questo sconosciuto 


E' notte. Una magica notte d'estate. La luna ha indossato il suo più bell'abito da sera e splende in cielo sfoggiando tutta la sua bellezza.
Le stelle cadenti par che facciano a gara nel lasciarsi dietro la loro polvere d'oro. Il firma mento è così pieno di piccole perle dorate che quasi ne è coperto. Son seduto su uno dei ponti che guardano Buccheri dall'alto. Non vien voglia di guardare la terra ma volgo lo sguardo sul mio paese e sulla conca naturale dov'è adagiato. Tante piccole luci lo illuminano. Il castello, la Chiesa di S. Antonio Abate e l'edificio scolastico si stagliano contro il cielo punteggiato di stelle e sono masse oscure che par s'allungano in alto sempre più.
Il "Castello,, anticamente chiamato col nome di "Monte Thereo,, domina dall'alto tutto il paese che pare proteggerlo con le sue grandi ali; la mano d'un pittore esperto non può mai dipingere la sua classica linea ondeggiante con i chiaroscuri che gli dà la luna con la sua luce tenue.
Seguendo lentamente il suo pendio, lo sguardo incontra la colossale e pregevole opera barocca: la chiesa di Sant'Antonio Abate: essa s'innalza al cielo snella e pura, amica del vento e delle nuvole. La luna sembra giocare tra le sue colonne con luci ed ombre che s'inseguono, si perdono, si ritrovano, si allacciano. Sovviene subito alla memoria il bosco che brucia e la campana di S. Antonio che chiama la gente al soccorso col suo suono d'invocazione e d'aiuto.
Più a destra c'è il grande edificio scolastico, che per la sua mole ed il suo disegno ordinato e sereno sembra ricordare gli antichi palazzi reali. Quest'edificio è caro a tutti quanti perchè ci ricorda i giorni lieti della scuola, della spensieratezza, dell'infanzia, ed i giorni e gli anni più innocenti e belli.
"Le case ammucchiate l'una sull'altra, sembra voglian darsi del coraggio
nelle notti tristi e buie.
quando il vento spazza via anche i camini, quando il lampo accende la sua pipa
ed il tuono, fragoroso, brontola a lungo e sembra far cascare la montagna".
Ed ecco, d'un tratto si spengono le luci. E' uno spettacolo meraviglioso: lo splendore della luna si poggia sui tetti, che diventano d'un colore giallo, a volte bianco, misto al colore naturale delle tegole e del muschio verde cresciutovi col tempo; adesso la fisionomia del paese è tutta cambiata perchè la luce giunge tutta da una parte; si distinguono meglio le vie, i vicoli, le strade, i tetti, le ombre s'inseguono dappertutto valicando le vie, inerpicandosi per le pareti delle case, scendendo gradini.
Poi, a poco a poco la luna impallidisce sempre più. Il cielo si colora d'azzurro, prima tenue poi più forte. Una striscia di giallo viene aggiunta da una Mano Divina. Il corpo si scalda. Gli uccelli cinguettano da ramo in ramo. I miei occhi scorgono un fiore, poi due, tutto il prato ne è pieno.
Un lieve soffio di brezza fà danzare lentamente l'erba piena di rugiada. Tra un ramo e l'altro dell'albero vicino mi colpisce prepotente un raggio di sole: è l'alba. Anche il gallo la saluta.
Il sole ha ridonato alle case i colori che la notte aveva rubato.
Mi sveglia dal sogno il calpestio d'un asino e saluto il contadino che va incontro al sole e alla sua giornata di lavoro.
M'immergo, voluttuoso, tra voluttuoso, tra le serpentine vie, strade e vicoli, di cui Buccheri è composto e che ne fanno la caratteristica tipica.
Tutti i balconi che vi si affacciano sono ornati di gerani, garofani, rose e fiori di ogni sorta e colore. E subito si nota un tipico particolare che ricorda la Spagna: archi antichi e palazzi suggestivi.
Mi volto ed ammiro un aspetto panoramico ancora diverso del nostro paese: la strada, le case, il cielo limpido e la muraglia dei monti che circondano la vallata. Ogni via, ogni strada ha colore vivo un suo aspetto particolare, un suo che sembra tonificare ancora di più i miei occhi assetati di bello.
Mi allontano dal paese e raggiungo la statale verso Vizzini. Sosto a lungo ad ammirare la vallata ove si può notare ogni varietà di piante e di verde, i resti dell'acquedotto del vecchio mulino ad acqua e la pineta con lo sfondo dell'Etna cantata da Omero.
Alla fine un solo pensiero è nella mia mente:
Tu, che nato sei per farti amare,
l'esempio sei più bello e qiù grazioso
di nostra Patria cara e deliziosa,.

TANINO CANNATA

 

 

© Buccheri Antica