S-4 ; March. di Villabianca, 1775:
Buccheri

 

S-4 ; March. di Villabianca, 1775:
Buccheri.
Con titolo, e dignità di Contea fiorì anticamente lo Stato di Buccheri fin d'allora, quando era in dominio dell'antichissima Famiglia di Paternò, che oggi risiede in Catania col carteggio di numerosi Capi di Casa. Dal fu vecchio Roberto Paternò fin dai tempi dei Re Normanni ritenevasi detta Contea in retaggio di sua Prosapia: siccome dal di lui figlio Costantino successivamente posseduta venne, che di Buccheri si disse Conte, e Signore col dominio insieme da lui tenuto dello Stato, e Vassallaggio di Partanna. Per prova quindi di tal notizia dalli nostri Scrittori unanimamente ci viene esposto in elogio della Famiglia Paternò, essersi un tempo colà osservato posto in luogo pubblico nel Castello di questa Terra lo stemma antichissimo gentilizio Paterniano, facendoci essi Autori pur leggere nel tempo istesso separatamente il qui seguente Epigramma, che vivente il Regio Istoriografo P. Abate Amico su di un antico marmo per fortuna fu discoverto in una cava di fabbriche della surriferita Città di Catania (a):
Constantino de Paternione, Militi, Viro armis egregio, Bucche-
rii, et Partannae Comiti, Roberti filio, Matilde uxor mae-
stissima posuit die 8 Aprilis 1168.
(a) Sic. Nobile par.2 lib. 2 V. Carcaci. Append. Tom. I.
Trovai poscia nell'anno 1240 essere stato Signore di Buccheri il famoso Alaimo Leontino, che fu Maestro Giustiziero della nostra Sicilia, il quale possedeva ancora per sua buona sorte gli ampj Feudi, e Stati di Palazzolo, e delli Dorilli, colla Terra finalmente della Ficarra, che gli era pervenuta in dote dalla celebre Macalda Scaletta sua nobile consorte. Il padre di questo Alaimo credesi averne fatto la prima volta acquisto sia per dote avutane dagli eredi di Costantino Paternò, o sia in forza di Atto di vendizione, che nol so dire, posteriormente da lui sortita. Ne' tempi degli Angioini non più Buccheri lasciato venne in potere del Leontini, come si era osservato per il passato, ma nel braccio del Real Fisco aggregato si vide, avendone fatta perdita esso Alaimo, per avere intrapresa allora gloriosamente la protezione del Paese, fattosi Padre della Patria coll'espulsion de' Franzesi nel famoso Vespro Siciliano. Non sortì però così a' tempi del Re Pietro d'Aragona, perché per grazia di tal Sovrano nel premiero suo dominio, e nell'istessa antica sua investitura di Buccheri esso di Leontini venne riposto. Incontratosi però egli col Re Giacopo d'Aragona figlio di detto Pietro con aperto reato di fellonia, venne sbalzato dal dominio di questo feudo altra volta, perduto avendo altresì la vita, col duro supplizio di restare affogato in mare (a). Allora fu, che per ottenere lo Stato di Buccheri l'antica famiglia de i Signori Montalti, sortito avendolo la prima volta Gerardo Montalto Baron Catanese figlio di Riccardo Signore della Terra chiamata Regina nella Calabria per pivilegio speditogli il Re Federigo II d'Aragona sotto l'anno 1313 a 25 Febbraio, in premio de' suoi servigi prestatigli come Generale in quei tempi de' più benemeriti della Corona (b). Rilevato costui si vede nel retaggio di questo Stato da un tale di Giovannuccio Montalto, che per tal feudo prestò l'omaggio suo baronale al Re Pietro II l'anno 1337 in presenza del suo germano Riccardo giuniore in forza della legge a suo favore lasciata dal diletto suo genitore. Da questo Giovannuccio sortì il secondo Giovanni, il quale al tempo stesso che Barone di Buccheri fioriva, illustrò sua persona col sublime posto di Maresciallo d'armi sotto il Re Federigo il Semplice. Se ne morì egli nel 1365, e così diè luogo a succedere nella stessa investitura il figlio chiamato Trogisio. Conseguì queso Signore la carica Militare di Comandante di Truppe dall'accennato Re Federigo nel detto anno 1365, ottenendo insieme la concessione di cento oncie d'oro in ciascun anno sopra la Portulania della Terra di Augusta. Si congiunse indi in matrimonio con Agatuzza Scalone figlia di Roberto Gran Cancelliere, e Pronotajo del nostro Regno, così costando da i capitoli di maritaggio, che coscrisse egli in Catania a dì 9 Ottobre 13 Ind. 1375 per gli atti del Notar Pietro Tuscia della medesima Città. Nacque poscia da sì illustri consorti il fu Barone Giovanni Montalto, l'istesso Cavaliere io dico, che nel 1392 ottenne dal Re Martino la Baronia, e il Casale di Racalmaimone, essendo stato egli altresì quel Barone, che registrato viene nell'Atto del servigio Militare generale di Regno, che allo stesso Real Sovrano dal nostro Baronaggio prestato venne sotto l'anno 1408.
(a) Presso me stesso ne' sette Offizi di Sicilia capit. del Maestro Giustiziero t. 1. f. 80.
(b) Storia della Famiglia Montalto del Gennaro lib. 1 f. 39.

Per causa finalmente di rea fellonia, creduta da lui commessa ai danni dell'accennato Monarca, passò questo Stato di Buccheri dalla Casa Montalto alla Prosapia Barrese, essendosi veduto il fu Antonio Barrese Conte di Militello Val di Noto col vanto glorioso di suo primiero acquistatore per grazia della Regina Bianca di Navarra. Non andò guari però, che discolpato essendosi delle passate sue accuse, il Montalto già condannato, ebbe egli luogo di ripigliarselo dalle mani del novello concessionario Barrese, quanto che poi di fatto esercitò il suo diritto di possessione nell'atto di abbandonare questa vita, che fu quello di lasciarlo in retaggio a Giovannuccio Montalto e Barrese sua degna prole. Investissene quindi questo terzo Giovanni mel 1453 a dì 13 Luglio sotto il Re Alfonso, e susseguentemente ne tenne egli mentre visse felicemente la Signoria. Successor poi di costui fiorì Cataldo, così costando da un Atto di procura a prender possesso del suo Feudo di Racalmaimone, fatto da lui in persona di Rinaldo Carueni presso gli atti di Notar Pino di Cocona di Trapani nell'anno 1458. Da Cataldo nacque Girolamo, il quale investendosi del vassallaggio di Buccheri l'anno 1530, e restando unito in consorzio a Giovanna Alagona, diè con essa i natali a Vincenzo, e Cataldo, e anche a due femmine per nome Beatrice e Isabella; furon tutti e quattro questi Signori e Signore, successivamente Padroni del presente Stato di Buccheri; imperciocché da Vincenzo primogenito morto senza prole, fu trasferita la successione in Cataldo: da costui in seguito che non ebbe moglie, se ne passò ella a Beatrice, e da questa Dama, che visse celibe ad Isabella finalmente fu tramandata. Contrasse quindi questa ultima eredera il solenne suo maritaggio con Girolamo Morra nobile Napoletano, che fu questi figlio di Jacopo, e d'Ippolita Galeota jugali nobili entrambi, che si vantavano del seggio Capoano di Napoli; trasfuso ella avendo con tal parentado in Casa dello sposo il ricco, e poderoso patrimonio del presente Stato di Buccheri(a), che per il passato da' suoi Bisavoli per più di un secolo era stato posseduto.
(a) Gennari Fam. Montalto lib. 2. f. 60.61. e 65. Append. Tom I.
Ottenne poscia l'investitura di novello successor di Buccheri in tempi posteriori il nobile Girolamo Morra, come erede esso della detta Isabella, e che il titolo di Principe fu il primo a possedere su la detta sua Baronia nel 1627(a) come fu detto nella mia Sicilia. Per la continuazione storica quindi del Capitolo Buccheri dell'istessa Opera, in questa Appendice va rimesso il curioso Leggitore al titolo premesso di Villafranca, qui soltanto dicendosi, qualmente il Principe di Buccheri riguardo alla semplice graduazione del titolo oggi è il vivente
Giuseppe Agliata e Colonna il nipote primogenito di Villafranca, investitosene detto giovinetto Signore in Palermo a 16 Maggio 1772 mercé la donazione che gliene fece la Principessa di Villafranca sua bisavola Anna Maria Agliata e di Giovanni Principessa eredera, e padrona attuale dello Stato, e Terra di Buccheri.

ISCRIZIONI DI FAMIGLIA
Leonardi Montalti
Patritii egregii, qui anno 1384
Dux Remp. gessit, statuam in alia Templi
Parte prius locatam, et ipsius instauratione
Inde summotam, magnifici Templi curatores
Hic reponendam curarunt 1579.
Nelle Lapidi della statua di detto di Montalto esistente nella Chiesa Cattedrale di Genova presso il Gennaro Fam. Montalto lib. I. f. 24.

SCRITTURA VOLANTE
Capitoli matrimoniali di Gerardo Montalto, che fu poi Signore di Buccheri con Maria d'Alagona in Notar Matteo Sighera di Palermo nel 1305.
(a) Amico Lexic. Topograph. Sic. Val. Neti V. Buccher.
(Vito Gambilonghi)
 

 

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