SOMMARIO

La raccomandazione

“L'Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro„.
Queste, più o meno, le testuali parole del primo articolo della Costituzione Italiana. Orbene, viene spontaneo chiedersi: è vero quello che Enrico De Nicola, pur nelle sue Democratiche intenzioni, inizio a scrivere, per formare quella che sulla carta doveva risultare forse una delle migliori Costituzioni Democratiche del mondo?
A questo proposito sorgono delle opinioni contrastanti. Codeste opinioni possono agglomerarsi generalmente in due giudizi fondamentali, il primo dei quali tende a sottolineare che quanto detto sopra è vero, mentre il secondo degli stessi tende a dimostrare il contrario. Voi mi chiederete quali siano i motivi che determinano la enunciazione di due giudizi, che, sullo stesso piano, stanno agli antipodi. Ebbene, senza voler essere tacciato di presunzione, io cercherò, senza scendere in particolari e per quelle che è nelle mie possibilità, di raggrupparli in due considerazioni essenziali ed elencarvele. A sostegno inconfutabile della prima opinione sta il fatto che buona parte degli italiani, ha riscontrato in questo primo articolo di Costituzione, quello che effettivamente è l'aspirazione di ogni buon padre di famiglia: il Lavoro, conseguente benessere economico-sociale per lui e per la sua famiglia. Tutto l'opposto dicasi per l'altra rimanente parte, la quale ha constatato essere tradita nel suo giusto diritto, dal momento che per essa non è risultato vero quanto affermato nel primo giudizio. Lascio meditare ognuno di voi, e secondo le vostre aspirazioni, quale sia la più giusta delle opinioni sopradescritte.
Fatta questa premessa, ecco la "Raccomandazione, fare capolino da dietro il suo portale, per andare ad inserirsi ed assumere un ruolo preponderante nella società.
pure.
La raccomandazione: non è altro che l'interessamento di determinate persone, più influenti, a favore di altre, diciamo molto meno influenti. Tutti nella vita ci prefiggiamo uno scopo: c'è chi studia, c'è chi lavora; tutti, comunque, cerchiamo di migliorare la nostra posizione sociale; c'è però chi ci riesce lecitamente, con la riconoscenza da parte della società, dei propri meriti; e c'è anche chi ci riesce più o meno illecitamente, con la riconoscenza, da parte della stessa società; dei meriti altrui. Il motivo primo dell'esistenza della "Raccomandazione, non a torto, va ricercato nell'organizzazione politico-economico-sociale del nostro paese; e posso aggiungere che la colpa non è degli amministratori della Cosa Pubblica presi nell'insieme, ma la degenerazione e la corruzione, il calpestamento vandalico dei più diritti dell'uomo, si verifica quando queste persone, preposte singolarmente al Dicastero di loro competenza, e per abuso di autorità, e per la insindacabilità del loro giudizio, frantumano e riducono nel nulla i valori e i diritti che inalienabilmente spettano a chi merita. Obiettivamente diciamo però che la colpa non è solo loro, ma principalmente della corruzione della società in cui viviamo, e quindi nostra, poichè la società siamo noi stessi. Siamo noi stessi che ci siamo iniziati al controfavori a dei culto della raccomandazione, così come ci si può iniziare all'uso della droga, col chiedere favori e nostri simili, per ottenere questa o quell'altra cosa; i quali nostri simili poi vengono possibilmente a ricattarci, in virtù di questa o quell'altra cosa ottenuta per loro intervento; e noi non solo accettiamo questo eventuale ricatto, ma continuiamo sempre a ringraziare e a ringraziare fino all'esasperazione; così facendo abbiamo fatto in modo di idolatrare e direi quasi di adorare questi nostri simili, umiliandoci nel contempo fino a perdere ogni benchè minima traccia di dignità umana. Ora se permettete, voglio dirvi un'altra cosa: Vero è che mediante la raccomandazione, si può ottenere questo o quel "Pusto"; vero è che con la raccomandazione si può ottenere una sistemazione migliore e quindi preferibile a qualche altra ed eventuale che permetterebbe di condurre rispetto alla prima una esistenza meno comvda meno confortevole; ma è anche vero che l'esaltazione dei sentimenti umani è la cosa più nobile che esista, è anche vero che i sentimenti umani non vanno calpestati come i ciottoli di una via e vanno rispettati in quanto tali e in quanto più alta e nobile espressione della natura nostra.
Per finire, quindi, vi esorto al rispetto di voi stessi e vi chiedo scusa se a vostro parere posso aver esagerato; non lasciatevi vincere dalla tentazione che può offrirvi la raccomandazione, ma evitate di perdervi in questa caterva di intrighi e di azioni contrastanti che è la nostra società; perchè possiate sempre camminare a fronte alta, nella sublime certezza che se vi siete conquistato un posto in società lo dovete solo e solo a voi stessi e alle vostre capacità.
F. RANDONE


 

 

 

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