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INCOMPRENSIONE
Che giola mi desti quel dì sul viale, all'or che in sorriso di
si mi dicesti. Lucean d'argento i rami frondosi avvolti e
bagnati di rorida brezza; i vetri degli occhi si tersi e puliti
perdetter la luce al calore dei baci. Questa rosa fiorita sul
picco di un rovo splendea soave scaldata dal sole; ma il villico
rude
che di sasso ha il cuore,
recide incurante
sì tanta purezza; e, poi che s'avvede
d'un simile scempio, calca più forte
il suo piede vichinco.
F. SANTINI
IL TEMPO D'UN BLUES
Eri con me,
vicino a me.
Ti stringevo a me, forse. Guardavo il tuo viso.
Il tempo non passava.
Una musica ci accompagnava. Camminavamo tutti e due
nell'eternità.
Tu guardavi me
ed io gli occhi tuoi.
Poi la musica smise.
Fini l'eternità
Dissero ch'era finito il disco.
Ricordo:
ballavamo.
Era il tempo d'un disco.
T. CANNATA
PERCHE ?
Hai incontrato un giglio:
voleva che lo accarezzassi;
non l'hai fatto.
Perchè?
Hai incontrato me;
t'ho detto che non valeva la pena
e m'hai amato.
Perchè?
T. CANNATA
Di giorno
PRIMAVERA
Tre suoni d'archi io sento;
immortale è la musica. Un bimbo mi porge la
è un raggio di sole tra le cupe nubi.
T. CANNATA
PIÙ BELLA SEI
vai accanto a lui
e m'è duro guardarti.
Ma nel cuor della notte
con me cammini
avvolta in raggio di luce.
E più bella sei!
mano
G. CENTORBI
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